Storia della chiesa

La Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo oggi è soltanto un rudere perché è stata distrutta dal terremoto del 23 novembre 1980.
Questa era l’unica Chiesa esistente ed era già stata ricostruita a seguito del terremoto del 1930.
Essa era sorta sulle rovine di quella intitolata a San Giovanni Battista, costruita agli inizi del 1900, con le offerte generose di tutti i cittadini e specialmente di quelli emigrati in USA. Dopo cinquanta anni si stava nuovamente restaurando, con le offerte di tanti abitanti, comprese quelle dei soliti emigrati, quando è intervenuto il nuovo terremoto del 1980.
Del passato, non è rimasto quasi nulla ad eccezione di due pregevoli TELE raffiguranti due scene della «Via Crucis». Raffigurano una la Caduta di Gesù e l’altra la Deposizione dalla Croce. Esse sono attribuite alla Scuola di Luca Giordano.

S. Giovanni Battista protettore di Villanova

Da tempo immemorabile i villanovesi hanno espresso la loro devozione a S. Giovanni Battista. La leggenda riportata di generazione in generazione vuole che il Santo stesso abbia scelto Villanova come centro di culto.
Si racconta che gli arianesi, che pure hanno dedicato una chiesa al Precursore di Gesù Cristo, ripetutamente hanno sottratto ai villanovesi l’effige del santo, ma altrettante volte di notte l’immagine sacra miracolosamente è stata ritrovata a Villanova.

Al santo protettore i villanovesi, come vuole la liturgia, dedicano due giorni:
il 24 giugno per ricordare la nascita;
il 29 agosto a commemorazione del martirio;
Le sacre ricorrenze sono precedute da novene di preghiere e la festa di agosto è un giorno molto sentito dai nostri compaesani, ovunque essi si trovino. I lavori in campagna alla fine di agosto sono stati tutti ultimati, quindi tutti i villanovesi puntano sulla giornata del 29 agosto per rilassarsi dalle fatiche dei campi.
Anticamente la festa di S. Giovanni veniva annunziata dal banditore pubblico, armato di « trepp’t », fin dal giorno 27.

S. Giovanni Villanova e il Colera.

Era l’anno 1854 quando a Villanova scoppiò il colera. Una malattia infettiva che nella quale totalità dei casi porta alla morte.
Nel nostro paese, infatti, numerosissimi furono i morti, tanto che venivano seppelliti in fosse comuni fuori e lontano dal centro abitato, precisamente in contrada Galavizza, nella zona che ancora oggi viene detta « a li Murticielli ».
Si era nel pieno del colera, quando una notte, il 13 dicembre, S. Giovanni Battista andò in sogno ad una vecchietta di Villanova dicendole: alzati, va dall’arciprete, digli di preparare due grosse caldaie di acqua benedetta, le ponga sotto i due tigli che sono vicino alla Chiesa e faccia suonare le campane a festa. Coloro che berranno di quell’acqua guariranno dal colera.
La donna pensando ad un sogno come tanti altri non vi badò, ma il sogno si ripeté. Corse dal sacerdote, il quale aveva fatto il medesimo sogno. Pensarono che non poteva essere solamente una coincidenza, per cui prepararono ogni cosa come desiderava il Protettore del Paese. Le guarigioni furono moltissime.
Si racconta che anche un certo Salvatore Faratro, il quale stava per essere trasportato alla fossa ancora vivo, al suono festoso delle campane fu lasciato dai… monatti i quali corsero in paese per rendersi conto della situazione; Il Faratro si trascinò presso la caldaia, fu guarito dal colera e poté raccontare la sua storia a gloria del Santo.
Il sacerdote, (il suo nome è Giuseppe De Giulio), in segno di ringraziamento al Protettore di Villanova iniziò una solenne processione alla quale parteciparono tutti i villanovesi guariti dal colera, o in attesa di guarigione.
Quel giorno, il 14 dicembre, è rimasto nella storia del paese come uno dei giorni più straordinari, e ancora più i villanovesi si sono sentiti riconoscenti al Santo che tante volte ha mostrato la sua potente intercessione a vantaggio dei suoi devoti.
Si può pensare che da quell’avvenimento, da quell’anno il nostro paese si chiama VILLANOVA DEL BATTISTA, ( questa è una delle ipotesi )

Elenco in ordine cronologico dei sacerdoti che hanno retto la Parrocchia

1) Pietro Angelo 1531
2) fra Marco de Dragonittis 1549
3) Strangia Innocenzio 1596
4) Bigotto Giovanni 1596
5) Amatucci Nicola 1662
6) Goccia Nicola 1704
7) Petruzzelli Potito 1718
8) Frattura Giuseppe 1738
9) Laudisi Giuseppe 1744
10) Imperatore Antonio 1754
11) Melchionna Rocco 1758
12) De Donato Andrea 1779
13) De Filippo Pasquale 1790
14) De Leone Leone 1804
15) Del Vecchio Lorenzo 1826
16) De Giulio Giuseppe 1847
17) Colantuono Salvatore 1888
18) Colantuono Alfonso 1920
19) Dello Iacono Eugenio 1954
20) Blundo Antonio 1970
21) Biondi Antonio 1997

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