{"id":762,"date":"2018-12-06T12:20:26","date_gmt":"2018-12-06T11:20:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiavillanovadelbattista.it\/site\/wpita\/?page_id=762"},"modified":"2020-04-05T20:35:15","modified_gmt":"2020-04-05T18:35:15","slug":"santi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiavillanovadelbattista.it\/site\/wpita\/santi\/","title":{"rendered":"SANTI"},"content":{"rendered":"\n<p>Tra i Santi venerati dai Villanovesi, spicca la figura di San Rocco di Montpellier.<\/p>\n\n\n\n<p>Si festeggia il primo marted\u00ec di ottobre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"color:#a3006a\" class=\"has-inline-color\">STORIA DI SAN ROCCO<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Maestro di volontariato al suo tempo e nel nostro, popolarissimo per secoli in Europa; ma sfortunato con vari suoi biografi immaginosi e discordi, perfino sui dati capitali come nascita e morte. Concordemente lo si dice nato a Montpellier, in Francia, forse da famiglia agiata. Tuttavia, perduti i genitori in giovane et\u00e0, distribuisce ai poveri quello che ha e poi s\u2019incammina pellegrino verso Roma. Ecco due dati certi: l\u2019Italia e la peste.<\/p>\n\n\n\n<p>Rocco arriva in luoghi attaccati dal contagio, che a met\u00e0 Trecento col nome di Peste Nera devasta l\u2019intera Europa, ma che gi\u00e0 prima e anche dopo continua a manifestarsi qua e l\u00e0. Rocco lo trova ad Acquapendente, presso Viterbo: e si stabilisce nel lazzaretto, per curare i malati. Ma poi, prima di proseguire per Roma, si ferma a Cesena e a Rimini per altre epidemie, occupandosi di malati che a volte neppure i parenti vogliono assistere.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019uomo che ha distribuito ai poveri i beni di famiglia, non si considera padrone neppure del suo tempo: i suoi giorni, mesi e anni sono anch\u2019essi un bene sul quale i sofferenti hanno un diritto di prelazione. Prima loro, poi tutto il resto, incluso il pellegrinaggio. Giunto infine a Roma, vi rimane tre anni, passando da un ospedale all\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui, si racconta, cura e guarisce un cardinale, che lo presenta al papa (per qualche biografo il cardinale sarebbe Anglico de Grimoard, anche lui della zona di Montpellier e fratello del papa avignonese Urbano V, che \u00e8 tornato a Roma nel 1367, riandando via tre anni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 cos\u00ec, cade l\u2019ipotesi di un Rocco nato a fine Duecento e in piena giovent\u00f9 durante il soggiorno a Roma. Anglico de Grimoard, infatti, cardinale nel 1366, visse a Roma tra il 1368 e il 1371).<br>Anche il ritorno da Roma a Montpellier \u00e8 interrotto da un\u2019epidemia di peste, scoppiata a Piacenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Rocco vi si ferma e viene contagiato. Allora si trascina a una capanna lungo il fiume Trebbia per morirvi in solitudine. Ed ecco entrare in scena il cane famoso, che tanti artisti dipingeranno al suo fianco. Qui per\u00f2 non sembra il caso di ricorrere ai miracoli: secondo la sua natura, il cane attira l\u2019attenzione del padrone del terreno, il nobile Gottardo Pollastrelli, sullo sconosciuto giacente nella capanna.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Rocco, soccorso e curato dal signore, si ritrover\u00e0 guarito. Tornato a Montpellier, per\u00f2, nessuno lo riconosce: scambiato per un malfattore, finisce in carcere senza ribellarsi, per cinque anni, fino a <strong>morire trentaduenne, il 16 agosto<\/strong> di un anno imprecisato (un\u2019altra tesi, secondo cui sarebbe morto in carcere ad Angera, sul Lago Maggiore, \u00e8 meno attendibile). Nel secolo successivo, attraverso vicende controverse, i suoi resti (o gran parte di essi) saranno portati a Venezia, trovando definitiva collocazione nella chiesa a lui intitolata. Nel 1584 papa Gregorio XIII iscriver\u00e0 il suo nome tra quello dei santi.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color:#0f00a3\" class=\"has-inline-color\"><strong>Breve biografia<\/strong><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Montpellier (Francia), secolo XIV &#8211; 16 agosto di anno imprecisato<\/p>\n\n\n\n<p>Le fonti su di lui sono poco precise e rese pi\u00f9 oscure dalla leggenda. In pellegrinaggio diretto a Roma dopo aver donato tutti sui beni ai poveri, si sarebbe fermato a ad Acquapendente, dedicandosi all&#8217;assistenza degli ammalati di peste e facendo guarigioni miracolose che diffusero la sua fama. Peregrinando per l&#8217;Italia centrale si dedic\u00f2 ad opere di carit\u00e0 e di assistenza promovendo continue conversione. Sarebbe morto in prigione, dopo essere stato arrestato presso Angera da alcuni soldati perch\u00e9 sospettato di spionaggio. Invocato nelle campagne contro le malattie del bestiame e le catastrofi naturali, il suo culto si diffuse straordinariamente nell&#8217;Italia del Nord, legato in particolare al suo ruolo di protettore contro la peste.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Patronato<\/strong>:Invalidi, Prigionieri<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Etimologia<\/strong>: Rocco = grande e forte, o di alta statura, dal tedesco<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emblema<\/strong>: Cane<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i Santi venerati dai Villanovesi, spicca la figura di San Rocco di Montpellier. Si festeggia il primo marted\u00ec di ottobre. 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